Polimorfo

Polifemo accecato. Ah, la colpa! La colpa d’esser ciechi. E sordi. E vigliacchi. E stanchi.E soli. E volere le pellesulla pelle. Voler che la pellegoverni la pelle. Dopo il pensiero; setacciato al pensiero ottagonale. Se non ti piace, non guardare. Ho tutta un’infinità di nienteda rischiare.

Fuoco alle polveri

Fa l’amore col fuocoal fuoco, le fogliebruciano. Le mie foglie. No che non chiedo perdono, all’amore per l’amoreche sembra una guerra. Mi ha tolto tutto. Anche e soprattutto, la pelle. A carne viva il cuoreche batte sembra un deserto. Ma lei se ne va dicendomi“cuore”. Nonostante tutto, qualcosa si è salvato.

Palafitte

Palafitta a fondo fiume.Un’estate piena di zanzare. Ma col mare vicinoe a prova di alluvioneoccasionale. Non una una meravigliaa dire il vero. Ma il veroha sempre e soltantoqualche minutoper sbagliare.

Angeli

Per quanto ti sentaper quanto lenta,oscillante, o di uno col piedepesante, sia la cordache tirano le tue dita. Per quanto perdaanche il tempo sulla linea dell’accentoche amo, forse,più di ogni altra cosa. Arriva lui.Arriva il bambino ricciocon le scarpe blu, di tela. Arriva dopo lei che guarda,sorridendo, sopra una tenda copri sole. Dopo il salto […]

Dimmi di sì

E il giudice interno ci aveva dati per morti.Morti senza patria. Ossario comune per dispersi. Ma una terra tutta nostra, sì,quella ce l’avevamo eccome. Non aveva le tempistiche spietatedel lavoro. E del controllo emozionale. Era un mi manchi: “talmente tanto,da non saper più che fare”. Quanto vorrei poter dire a tutti: Guardate! È vero!Piove ma […]

Il tutto

La prima ne è radice.  La seconda ne raccoglie il frutto.La terza  gli ricorda che esiste.La quarta lo irrora di rimando.La quinta lo riverbera nella seconda.La sesta lo ascolta.La settima lo guarda dall’alto. Ti metto una mano in testa, rimani.

Caramella allo zenzero

Brancoliamo nel buioe, a sprazzi, un po’ di luce. Acqua che cade sulla ringhierailluminata da un lampione.Danza sul filo di tensione e non sei più indecisione. (Si fa abitudine la bellezza) E la gravità mi riporta a te.Dovunque tu sia. E la sete ti fa acqua eoasi nel deserto. Saliamo e scendiamo queste scalecome se […]

Com’è bello rincasare di mattina.   Seguire le ormedei tuoi passi sulla riva. E trovarti lì.   Impararea camminareal tuo passo e a essere felice.

L’anima cadein filigrana sui fianchicagionevoli. E scommettoche non ci sarà,mai, un domani. Che non sia uno ieri,d’altra tortura. Un altro giornoa cercare il puntopiù alto dell’alturadove buttarciper avvicinarcia un Dio a cui non ho mai creduto. Uno che ci da la vitapiena di sensiper poi chiamarli vizidi colpa, e ottenerne,in cambio, dei sacrifici. Un dio […]

Il fiato della boa

Lontanissimo attraccodi costanza, zittiscel’eco d’ogni distanza. Mi sta bene qualsiasi cosadopo la musica andata e ritorno, a fior di stelle. E nelle vene, mille leve:cado sulla tua pelle. Lampeggia il lampionein qualche finestrinoposteriore siamo qua. E ogni carezzaè un miracolo. Mi allunga le ditatra le tue dita, porta la vita. E i tuoi capellison miei.

Lo strumento

Batte qualche tasto sul fianco, a volte. Ma lei non è una macchina da scrivere. E il gatto la graffia guardandole sopra la testa. Tutto vero questo, sì, ma adesso, per favore, siediti qui. Ho bisogno della tua verità.

Carne

E il corpo chiede venia dopo tutta quella legna, bagnata a nenia. All’incubatrice comunedi sogni ed incubi d’ogni sorta. Sopiti e risvegliatial piano terzo – uno. Dove vivono gli assassinid’ogni cosa. Dove l’anima non dorme, ma combattesenza posa. Dove abitanotutte le spine, lunghe spire, di tutte le rose. E la carne si fa pregiudiziomolto in […]

Amo e detesto questo giogo di nuca. Cavallo bistrattatoall’ultimo stadio, bovino. E due sottogolaper una gola sola. Lo sfinimento fisicodel poi. Pace non trovo, et non ò da far guerra;e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio;et volo sopra ’l cielo, et giaccio in terra;et nulla stringo, et tutto ’l mondo abbraccio. Tal […]

Centomila scuse ad uso esclusivo, di proprietà. Abuso di fantasia per sopportare la realtà. Per necessità. A consolare l’ombra di chilometri e chilometri di pini marittimi. Per così dire. E gira la ruota del criceto. Incapace di veder altro. Il cavallo zoppo. Del tutto è troppo, vestito paillettato in pieno giorno che s’inventa una fonte […]

Bambini

Dammene uno alto. Almeno due metri dall’asfalto. Che veda i tettidelle case. Che sia liquoreper le rose. Che sia il mio regalo di Natale. Da scartare, sì, da scartare. Ombre e luce, micidiale. Pirotecnico al bisogno. Chiuso, occulto, nascondiglio. Alla conta, dieci +. Ci sei sempre e soltanto tu.

Detesto le attese,ma amo le sorprese, tutte le tue arrese. Amo la tua vocesulle pendici scoscesedel pensierocosì vulnerabile. Sono instabile finchè non mi prendiper la mano e, vano a vano, togli i sassida tutte quellescarpe. Ed era amore,nella sua profeziad’incanto. “Amore che ritorni,a seminare il vento”. Semina il mio campo.E fammi tutta poesia.

Soli

Percorso a dorsopelle a pelledell’animale. Per l’ossaturaenciclopedicadel cervello, un vello armonicodi felicità. Ma questa salad’aspetto è gelidacoi suoi milleschermi puntatia telecomandosullo stesso canale. E ci si sente.Disarcionati, nell’attesa.Da questa stanza, non si esce mai.

A tuoi piedi di neve (2)

Salimmo insiemescale di pietra,scale numerate. Appena detti sposicercarono di separarcia monte, di dirci chiasso,di far tacere la libertàche portavamo. La musica, le valli e gli altopiani.Gli aeroplani, il tuo violino.Le curve, la vita, le margheriteappena nate. Tu che mi tenevistretta la mano. Se non mi scegli oggi,partirò domani. Resto.Presto.Parti.Torna. Te l’ho mai chiesto?Vuoi restare?

Rallenta il treno magico

E, piano piano, ogni vagone,si ferma alla stazione. Sulle panchinestan sedute due signoresbuffando vaporeinfreddolite fino all’osso. Hanno un fascino speziatodal gusto imprevedibile. Ma emette un magnetismogravitazionale insaziabilel’altoparlante che incitaall’ennesima stupida guerra. I poeti sono diventati dei perditempo,sfaccendati! Ubriachi di niente,viziati! Hanno perso il tatto eil contatto con la realtà!Che si diano alla prosa! E le […]

Feeling

Ha cambiato il titolo, ma lui così ci vede della luce. Chi diavolo sono io per dargli torto? E quindi: Signore e signori, Filippo Fenara su Solitude (Latitudine Dispersa): Carta Carbone: “Solitude” di Marianna Bindi | Le Mie Cose Posted at 18:00 by Filippo Fenara, on Febbraio 7, 2021 Marianna Bindi mi ha concesso la carta carbone di questa […]

Contenitori

Delicati e soffici.Una piuma di seta.Che vola sul termosifone. Che la parola liricaè, già, troppo forte. Tutto troppo forte,a volte. Il sentimentoè galoppo alle corse. Rotto, scheggiaimpazzita. E lo chiamerò cuore.A rischio d’ogni. Ma, sì, chi se ne frega!Più in pezzi di così, si vive d’oltremare ignoto. E rotte persee confini e rabbie e continenti. […]

Un pennacchio

Un pennacchio di ventoe siamo contorni. Da qui si vede, o s’intuiscesoltanto, la bufera. Neve sulle vette.Su un altroveche s’intaglia nel mattino.Deve aver piovuto. E mi scoccia dirti:c’è l’arcobaleno.

Inconclusi

Ma non sono il mare.Nel male che ti portiappresso. Circo genuflessoal vocabolariodi una tristepoliedricaconosciutamalattia. Apatiavisceralesviscerata eincurabile. Li conoscoi giorni persi. I versidell’animalerassegnatoin gabbia. La rabbiadirezionatavolatile ecorrotta. La rotta,introvabile.Il mentrelabile. Labialedella mente. E incroci e strade.E mille spadeconficcate al cuoredella mela. Ti sfiorano i capelli,non ti colgono: mai. Distrazionein conclusione:inconclusi.

Proattiva

Sarò lo specchio della tua latrina. Per chi dell’anima ne ha fatto diamante. Tu, costante di pregiudizio di quel che “fa della poesia una poesia”.Circolo della cura, a prezzo di disciplina. Indisciplinata. Ti grido il mio amore, col suo patito, all’incondizionato. C’era un baule, era pieno di sentire.Ma che nessuno sia a venire,quel che segna, […]

Ho sognato il tuo scheletro e la sua polvere.

T’ho visto evaderediventare scheletro e polvere. E polveret’ ho visto dissolverenella morte. T’ho visto vestita d’un solo teatro. T’ho sentita svanire in neve, d’un breve fiato. E sono pietre, lasciate sulla strada. E se ti va bene, diventan vino. Di un lucido folle, chiaro alle onde, vino e piantosenza destino. Ed è una valigia che […]

Le mura di X’ian

Domani saremo oltre le mura di questa città. Ma l’ora è qui. Tra il passato presentee il domani che c’è già. I lampioni illuminano la strada e i cavallial trotto di fronte al tempio. Il tempo e la sua storia,distesa sul selciato per lunghissimi chilometri. Ci saranno anche i dinosauri là in fondo. Sicuramente. Ma […]

Nord

Senza il sacrestano,l’anima è al giogo.E sembra un gioco, ma non lo è, l’altitudine. Spezzata l’abitudine,la bussola segnaincessante e soloquesto freddo nord.

Tutto, come sempre

Non è successo niente ed è successo tutto. Come sempre. Entra, passa, trasforma, moltiplica. Vive meglio chi semplifica? Hai una barba lunghissima. Ed è un luogo che non ci si crede. Tu, sei tu, perché sei tu, perché sei tu, perché sei tu. Esce sempre dal cilindro. Oh mamma, niente meno che il diavolo! Il […]

Sassi

Scrivere trasforma i pensieri in sassi. Forse è vero. Oppure sembra tale? – Ma finché nessuno li lancia dalla finestra! Già. E dove sta scritto che gli scritti debbano essere lanciati, montagne di sassi, ad uno ad uno, dalla finestra? – Porcherie. Soltanto porcherie. Dimenticatene. Non hai lanciato nessun sasso dalla finestra. Gli scritti sono […]

Ai tuoi piedi di neve

Salimmo insieme scale di pietra, scale numerate. Appena detti sposi cercarono di separarci a monte, di dirci chiasso, di far tacere la libertà che portavamo. La musica, le valli e gli altopiani.Gli aeroplani, il tuo violino.Le curve, la vita, le margherite appena nate. Tu che mi tenevi stretta la mano. Se non mi scegli oggi, […]

Libertà

Libertà,libertà galeotta. Proiezione. Altare. E tu non mi dici ‘pace’,al tramonto, ma ‘vendetta’.Ed io sto di vedettaa questo giardino. Conto mele e serpenti,frasi taglienti, cocci,e maldicenze. Di questa storia,l’altra storia,di chi non vede.

Legno morbido

Tutto sta cambiando.L’alburno si fa durante.Passerà anche questa malattia. I nomi delle piante e le loro proprietà.Le sacche di resina e gli oli. I duri cerchi degli inverni. Chi sapeva già qualcosa e chi no. E poi il ticchettio degli scalpelli. Il veleno del tasso,Il tasso dei morti,Il tasso degli archi. E ancora, più solo. Il ticchettio degli […]

Barbablu

Barbablù, aiutami tu. Aiutami ad essere innocente. A scalpitare per questo e quello. In massima coscienza, però, tenendo fede all’ideale. Sono sicura che un giorno mi guiderai a quella porta. E sarai tu a girare la chiave. E io vedrò, di tutto, parte di un immaginato. Delle forme identificabili coperte dalla polvere. E sarà allora che ti dirò, superando […]

Natura

Spiega scientificamente ogni piega, anche l’emozione della pelle spiega! La bellezza dopo il pianto,del suo viso grigio contrattoche riprende forma e colore. Era ombra riflessa sul muro di cinta. Passo torbido di ricognizione. Era solitudine guerrierache non vuol semine di doleree vorrebbe liberarsi da sé.

Follia

”i progressi della medicina potranno far scomparire completamente la malattia mentale…ma so che una cosa sopravvivrà, e cioè il rapporto tra l’uomo e i suoi fantasmi, il suo impossibile, il suo dolore senza corpo, la sua carcassa durante la notte; che, una volta messo fuori circuito ciò che è patologico, l’oscura appartenenza dell’uomo alla follia […]

A

A briglie sciolte, sai, non esistono i vocabolari. E la decenza si fa saccente come una borsa all’ultima moda. M’han detto che non ho classe. Oh, oh, oh!Babbo Natale. La classe è acqua.Ma acqua in bocca. Maschere e mascara. Dico un un sacco di stupidaggini. Ma il “senza classe” non ha pari.

I mondi possibili

Proiezioni da mondi possibili. La notte ogni, tanto, le tocco con mano. E mi rende triste, disperata e triste pensare che a lasciare andarepotrei anche essere felice.

Pazzia

Tutto il vissutodentro all’imbuto: organo tentacolareper il riciclo naturaledell’acqua, e non solo. Oh, il mollusco giogo! Il liuto ha per cassa sonoraun guscio rotto di tartaruga. E senza più vie di fuga,e a piano tavola, e per mare, e di bottigliain bottiglia, il messaggio: Questa non è una favola.Ho perso tutto al gioco.