Vaso, terra, acqua e radici

E sarai lì a dirti che già lo sapevi.
Che non l’avevi nemmeno sperato.
Sorridi dell’istante ceduto a quel pensiero.

Ma adesso resta.

Mette tristezza, è amaro,
sapersi  capaci di tanta,
così tanta, rassegnazione.

Appassiscono le rose recise,
muore tutto ciò che perde
e non sa, più, metter radici.

Ma la rosa del babbo l’ho curata
ed è rifiorita. I gelsomini paiono
star bene. L’edera è esplosa.
La petunia ha tutta la luce che voleva.

In preda al panico
siamo capaci di tutto
e di niente. Quel che è
‘passato inosservato’.

Tutto quel che avevamo resta.

Vaso, terra, acqua e radici.

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