Amico Knulp

Amo questo vento forte
che spalanca le finestre.

E amo te, rifugio di speranza.

Amico Knulp, io ti amo.

In questo vortice d’aria.
Nel turbinio delle foglie,
io ti sento.

Sento vele sbatacchiare
gli alberi maestri.
E mi chiedo dove sei.

Hai gettato l’ancora
annodata ad un microfono?

Un metro, o forse più,
sotto il pelo dell’acqua?

Il lampadario oscilla,
ed io mi sento in mare.

Un metro, o forse più,
sotto il pelo di quest’acqua torbida.

Una donna tra le correnti,
le alghe e i pesci spaventati.

Raggiungere la riva,
credimi, sarà difficile.

Ci si vorrebbe sempre un po’ arrendere
di fronte a tanta bellezza.

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