La scatola

E la rabbia per una barca spiaggiata,
finta, come tutto il resto.
Ti chiamo e non rispondi.

E non è una novità, ma non meno
una vergogna. Il cercarti in questo
buio pesto di sentimenti e di ragioni.

E ancora qualche volta credo
che sia tu a chiamarmi.
Basso ventre in subbuglio.
E non so amare altro che
questa attesa senza speranza.

Che i tuoi occhi fissi sulla mia figura
avrebbero fatto di me tanto altro
l’ho saputo fin dal primo istante.
Ma punto di domanda,  virgola,
non saprei. Forse una donna più bella
di quel che era.

Ed è strano come in tutta
questa nebbia io veda
molto più che bene,
e come invece il nitido
mi sfianchi. Tanto da scambiare
la segnaletica con le persone.

Avrei voluto scendere a fiume.
Cercarti.
Ma era così bello sognarti.
Lasciarmi cogliere
anche soltanto col pensiero.
Ed eri splendida tu,
bottiglia di vino.
Vera più di tutto
ciò che metti in mostra.

Una telefonata, un messaggio.
Piangerti addosso, ancora,
no non potrei.
E allora va bene tutto.
Va bene così.

Sei così bello
quando sorridi.

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