Il cavallo

Il cavallo sembrava non farcela più. Sembrava non riuscisse più a tirarsi su, sulle zampe.
E così la fuga ha visto un piccolo ritorno (forse dovrei chiamare qualcuno).
Ma al ritorno, due minuti di tragitto a ritroso, o poco più, e il cavallo era scomparso. Si era tirato su, sulle sue zampe. Brucava in fondo al prato.

La pattumiera in retro, quel crac, non voleva dire niente. Voleva dire tutto il cavallo.
Quella vertigine. La corteccia che si staccava quel tanto per sentirlo chiaramente. La nausea. Tutta la stanchezza.

Povero cavallo. Deve, per un secondo, non aver sentito le zampe. Formicolio. Vertigine, nausea ed un’immensa stanchezza. Deve aver pensato che sarebbe rimasto a terra ad aspettare un qualche tipo di morte. Deve averla, persino, desiderata. Ma si è tirato su con tutte le sue forze. E ha rifatto tutto il resto come sempre. Come se nulla fosse successo.

Vuol dire tutto il cavallo, tutto.

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