Primavera altalena

E tocca a te, proprio a te,
primavera altalena arrugginita.
Nel giardino avvinghiata
alle rose dei bambini.

Di parole infuocata a un tempo
e poi lasciata lì, ad invecchiare.

Carta vetrata e vernice antracite,
catena, seduta in gomma, e via andare.

Dicono dell’ideale, signorina,
che non si dà e che poi va a
morire un poco più in là.

Nel dimenticatoio.

Ma allora perché, primavera,
sei sempre tu di ritorno?
Dopo aver toccato il cielo
e il cuore, con i piedi.

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