Mare, amare male

Ed era fremito la pelle,
tremore a rigor di stelle.

E giustizia fatta e compiuta.

Ed in ogni stanza, una danza.
Nel t’amo e t’odio nessuna distanza.

Ma ci siamo fatti a fette il cuore
come una sacher. E m’hai detto,

di dolce ne ho abbastanza.

 
Allora ci ho messo del sale.
Ed è diventata una classica
schifezza emulante il mare.

E dopo l’ennesimo raccapriccio.
Dopo l’ennesimo fantasma
fatto su a riccio; bello,

nella musica,
non ti ho trovato più.

E di tutta quella fretta,
nel mettere etichette
alle orecchie a tutti
i miei pelouche,

ho trovato una fotografia
nella scatola di tutti i “sai tu”.

E nella scatola di “casa mia”,
nella stanza “solaio”
c’era una tua fotografia,

c’eri tu.

E mi è venuto da piangere.
A quanto mi mancavi.

In tutte le ombre,
tutte le ombre che solcavi.

Spuma donde, onda del mare.

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