E si muove

Spiegazioni, altre illusioni,
commenti, consigli,

appigli sdrucciolevoli.

Colpevoli.

 

Eravamo colpevoli.

 

Colpevoli!
Colpevoli!

 

Ma pochi capiscono
i sensi che lambiscono
e rimuovono le distanze.

E questo

dono per dono
che è un perdono
e perdona sé stesso
per essere inflessibile

nel volersi flessibile
in questo terribile
bellissimo contempo.

La consuetudine
logica consumata
frattaglia di nembi

da un tu per tu
invisibile “eppur si muove”.

Mi manchi tu

Quando piove a quel modo
ogni spiraglio di sole
dipinge un arcobaleno.

E in tutto quel piovere
sulla terra arsa,

incapace di accogliere
e di contenere,

chissà quanti arcobaleni
ci sono stati e
che non ho visto,

sul sentiero.

Ma di specchi, sì,
ne ho visti,
di volti molti.

Perché
quando piove a quel modo,
cade tutto il rimasto
sospeso per aria.

Nel bene e nel male.
Nell’infinito oltre.

E allora, sì.
Che tutto sembrava
folle, nella folla del
nostro essere cangiante:

camaleontico portale
di passaggio.

E non era che un assaggio.

Un morso soltanto
e s’è spalancato il portone.

Non s’è chiuso più.

Tenerezza

Un’immensa tristezza:
incolmabile

rimane
soltanto la rabbia,
a volte, per tirarsi in piedi.

Ha piovuto
tanto
quell’estate.


Tanto
che la piena
mi ha portata
anche via.

Perché ci sono
dei quei ci sono
che non t’aspetteresti
mai.

Perché cerchi
di chiudere
il cerchio
e non puoi.

– Non posso aspettarti per tutta la vita.

C’è stata una guerra,
o forse c’è sembrato.

Ho giocato
in attacco
in difesa


di uno sguardo
pieno di tenerezza.

L’hai sempre vinta tu.

– Ti aspetterò.

Basta?

Basterebbe un giardiniere
onesto con un po’ di sale in zucca,
e il sesto senso di pietà.

Gelato blu puffo nelle vene.
Mette freddo mentre scorre.
Ti stringe il busto di una taglia.
Strimpella una lunga cicatrice
e ti massaggia la schiena.

Basterebbe, sì, basterebbe
il senso della pietà, a estirpare
il dubbio che travaglia
la mente stanca.  


Ma dev’essere la solita legge
del contrappasso:

Hai rotto uno specchio con un sasso?
Ti tocca l’ignoto a ogni passo.

Non so tenere tutto quanto insieme.

Libertà

Confessioni senza estetica d’avanguardia.
Senza alcun primato d’intelligenza all’autopsia.

Coriandoli. Parole come coriandoli.
Stracciate in piccoli pezzi.  

Carnevale per quel che vale.
Quel che vale.

Una parola scomposta in singole lettere.


Il postino a piedi
ha lasciato
il posto al vento:
a tempo indeterminato.

E nessuno ha avuto tanto coraggio
da prendere il suo posto.

A dire al citofono
tanti

No.

E al videotelefono,
segreteria fittizia
 
Non sei in casa, ripasserò.

Brulica di parole
e anfratti di significati
lasciati al caso,

e persino all’imperizia,


questa libertà edilizia.
Costrutto, significato, ripetizione,

mattone su mattone.

Uno con la mano sul polpaccio,
l’altra sul cuore:

Non c’è nessuna verità.