Giano Bifronte

Sei tutti e nessuno. Pirandelliana realtàdi quanto conti a volteuna piccola sottilepennellata di mascaraa fare la vita più semplice. E tra i tutorial di ritoccoall’elettrostatico rintoccodel tempo sento tutto il perversosubstrato simbolico delle parole. Non siamo noi. Non siamo qui. Non siamo né orané domani. Ritorno per riverbero. E il terzo millenniosarà un vuoto aContinua a leggere “Giano Bifronte”

Meccano

Mi aveva detto che qui era lontanissimo. Poi aveva preso la porta del bagnoe non l’avevo sentito più. L’utero e l’orologio da muro capovolti.Meccanicismi del meccano a ruota libera. Ma ha sempre da ridire. Persino la tristezza non gli va giù. Ha lo stomaco in saturazionedi questo tu per tu. E io, che digerivo ancheContinua a leggere “Meccano”

Stupida abitudine

Stupida abitudine cercare di capire. Smettendo di sentirti persino respirare. Le parole sanno fare un rumore infernale. Eco su eco, il tamburo è in fondo al mare. Pietà ragazzina! Chiede il corpo maltrattato. Fertilità, possanza. Felicità possibile a portanza, mobilità. Alle volte penso si è inventato ogni cosa, nel panico. Perché la pelle mi tiravaContinua a leggere “Stupida abitudine”

Primavera altalena

E tocca a te, proprio a te,primavera altalena arrugginita.Nel giardino avvinghiataalle rose dei bambini. Di parole infuocata a un tempoe poi lasciata lì, ad invecchiare. Carta vetrata e vernice antracite,catena, seduta in gomma, e via andare. Dicono dell’ideale, signorina,che non si dà e che poi va amorire un poco più in là. Nel dimenticatoio. MaContinua a leggere “Primavera altalena”